La mia ricerca
si occupa dei corsi d’acqua del bacino milanese, tra i due Lambri
e oltre; non sempre sappiamo dove nascono, nè conosciamo il loro
percorso, dove sfociano, la loro storia… anzi, in molti casi,
non siamo nemmeno al corrente della loro esistenza perché sono
relegati sotto terra, tombinati; non è semplice informarsi, trovare
studi o approfondimenti.
Eppure in passato i fiumi hanno rivestito una grande importanza: sulle
loro rive sono sorte le civiltà, lungo il loro percorso sono
stati tracciati i confini dei territori, spesso hanno dato il nome a
località o a popolazioni; ma la loro coesistenza con l’uomo
non è sempre stata facile: “Molta parte della storia di
Milano, antica e moderna, si può interpretare come una lotta
con l’acqua che si svolge attraverso i secoli vedendo prevalere
ora la tenacia dei Milanesi, ora la resistenza dell’acqua ad assoggettarsi
al loro volere ”
Mi hanno sempre appassionato gli scritti degli storici (Riccardi, Giulini,
Poggi, Caccia, Agnelli…) che hanno raccontato dei Lambri, dell’Olona,
della Vettabbia, delle svolte, delle rotte, delle deviazioni, delle
alluvioni, delle secche ecc… ecc…
Oggi disponiamo di informazioni che un tempo non erano accessibili o
non esistevano ancora, ad esempio:
- I fogli del catasto Teresiano e del catasto del Lombardo Veneto sono
fruibili sul sito del Ministero della Cultura, archivio digitale https://www.archiviodigitale.icar.beniculturali.it/it/1/home
- Il libro dell’Ing. Felice Poggi (1911) “Fognature di Milano”
oggi è facilmente consultabile,
- David e Lombardo a cavallo del 2000 hanno pubblicato un dettagliato
lavoro sull’idrografia milanese,
- Il Geoportale di Regione Lombardia offre delle informazioni impensabili
circa i paleoalvei dei fiumi,
- Il sito Openstreetmaps illustra nel dettaglio rogge e torrenti con
tanto di nomi, località, tombinature ecc
- Il Codice diplomatico della Lombardia medievale (sec VIII-XII) è
consultabile on line e offre l’opportunità di analizzare
un elenco corposo di atti che spesso rivelano l’antica esistenza
di fiumi.
Sono molte le integrazioni che si possono apportare a studi che oramai
hanno più di cento anni.
E’ giunta l’ora di continuare la ricerca.
La grande metropoli separa i fiumi del nord da quelli del sud, ho provato
a ricostruire il loro originario collegamento; sono partito dal lavoro
degli storici e ho seguito le indicazioni che offrono i documenti oggi
disponibili, consapevole dei rischi che si incontrano quando si formulano
delle ipotesi, come già accaduto anche ai più esperti.
Nella prima parte offro delle indicazioni in merito al bacino idrografico
milanese, ai mille corsi d’acqua del sottosuolo milanese e all’evoluzione
storica delle acque di Milano.
Nella seconda parte
mi occupo dei singoli fiumi:
Olona, Lambro Meridionale, torrenti delle Groane, Lisone, Seveso, Vettabbia,
Lambro Settentrionale, Sillaro.
Nel corso delle ricerche mi sono imbattuto in preziosi siti internet,
che approfondiscono le tematiche geografiche e storiche dei fiumi del
territorio, quali ad esempio “Milano città d’acque”,
“Urbanfile”, “Il parco dei Sillari”, “il
parco del Ticinello”, “Il Parco della Vettabbia”,
ecc… ecc…, a testimonianza dell’interesse che comunque
suscitano le acque Lombarde.
È ovvio che uno studio del genere non può pretendere di
essere esaustivo, ma è in continua evoluzione ed aggiornamento,
Vi prego di contattarmi (storiasantangelo@gmail.com ) per integrare
la ricerca; se lo farete in autonomia Vi prego di citarmi, anche per
manifestare un disaccordo.
Ho posto la mia attenzione sugli aspetti geologici, idrografici e sulla
storia più remota; mi sono occupato sporadicamente della vita
dell’uomo e l’acqua, ad esempio dei mestieri e delle attività,
né ho trattato della storia recente. La storia recente riguarda
essenzialmente l’inquinamento delle acque che nel corso del XX
secolo ha conosciuto un incremento esponenziale rendendo il bacino idrico
milanese tra i più deteriorati d’Europa. Con il peggioramento
della situazione sono sorti movimenti e associazioni per contrastare
il degrado e spesso hanno coinvolto le popolazioni locali in manifestazioni
e proteste. Grazie a loro si è giunti ad una sensibilizzazione
del mondo imprenditoriale e politico che si è concretizzato,
dopo decenni di lotte, nella realizzazione capillare di depuratori per
ogni comune rivierasco. Oggi la qualità delle acque è
notevolmente migliorata, pur non essendo tornati ai bei tempi dei nostri
nonni che nuotavano nel Lambro. Per approfondire, anche da punto di
vista storico, l’evoluzione di questi temi Vi segnalo due testi
di Cristoforo Vecchietti:
- Milano non è Calcutta – Il fiume Lambro, le acque e la
costruzione dei depuratori nella metropoli lombarda
- Il Lambro e la sua gente – La difficile convivenza con il fiume
e la lotta per salvarlo.
Da decenni l’autore combatte attraverso le associazioni (ad es.
WWF e Lupolento), il consorzio del Basso Lodigiano (consorzio per la
depurazione delle acque) e in continuo contato con il mondo politico
sia per il raggiungimento degli obiettivi operativi (impianti, piani
ecc..) sia per la sensibilizzazione di una società distratta
dal progresso tecnologico e dal ritorno economico.
I Video
Come al solito, cerco di accompagnare l’esposizione con video
per proporre l’argomento con più modalità di accesso.
I primi quattro capitoli sono accompagnati dai video:
Il bacino idrico Milanese:
L’evoluzione storica delle acque in Milano:
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